Matisse. Arabesque

Varrebbe la pena visitare la mostra Matisse. Arabesque, anche solo per attraversare le Scuderie del Quirinale e ritrovarsi, a fine mostra, davanti ad un panorama mozzafiato, lo skyline maestoso di Roma.

Ma ci sono, natralmente, tantissimi altri motivi per andare. Fino al 21 Giugno romani  e avventori hanno la grande fortuna di viaggiare attraverso le opere di un artista unico, sperimentale e innovativo.

L’ atmosfera del percorso espositivo è vitale ed energica. Il Maestro del colore, ricrea scenari esotici e arabesque con una maestria unica. Il colore colpisce l’occhio, lo attira, fino a trasportarlo nel quadro. Talmente è forte l’impatto cromatico, che si ha la sensazione di perdersi tra quelle macchie di colore. L’esposizione di oggetti originali provenienti dal mondo orientale ha il pregio di far capire quanto quell’ arte sia stata importante per Matisse e la corrente del Fauvismo.

Nell’osservare da vicino le sue opere si riesce davvero a comprendere quanto sia unico il suo percorso artistico, quanto sia veramente un Artista fuori dalle norma, un innovatore eccezionale, che “regala” l’istintività primitiva dell’arte al mondo. Il documentario, inserito a metà percorso, coglie la grande passione che anima la sua opera e ci restituisce l’ immagine umana del Genio Artistico.

Le sale sono arricchite dalle citazioni di Matisse e sollecitano ancora di più il rapporto empatico con i quadri. Opera dopo opera, si ha la sensazione di scoprire qualcosa di più, non solo sulla sua arte. Il viaggio attraverso i colori è anche un viaggio attravrso quei monti lontani rappresentati; nella semplicità del quadro, inevitabilmete la mente si perde oltre il proprio orizzonte e inizia a volare lontano…

I mezzi con cui si dipinge non possono mai essere abbastanza semplici. Mi sono sempre sforzato di diventare più semplice. Ma la massima semplicità coincide con la massima pienezza. Il mezzo più semplice libera al massimo della chiarezza lo sguardo per la visione. E alla lunga, solo il mezzo più semplice è convincente. Ma da sempre c’è voluto coraggio per essere semplici. Credo che non ci sia niente al mondo di più difficile. Chi lavora con mezzi semplici non deve aver paura di diventare apparentemente banale”. (Henry Matisse, da una conversazione con Gotthard Jedlicka, 195)