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Storie: vita di un nomade a Villa Pirandello – Camera 2

La giornata trascorre tra le vie di Roma. Ho camminato molto. Sono romano e vivo a Roma da sempre e non credo di aver mai respirato Roma come oggi. Non ho parlato con nessuno. Sono uscito da Villa Pirandello e sono arrivato a Largo Argentina, volevo cercare qualche cosa di Luigi Pirandello che non avevo incrociato nella veranda della mia nuova “casa” – so che sarò li per un po’- poi esco e vado a Campo Dei Fiori, mi soffermo sotto la statua tetra di Giordano Bruno e ai sui piedi ci sono ragazzi che bevono birra come se la base di quella scultura fosse un muretto di quartiere. Non dico niente e continuo nella mia passeggiata , torno indietro fino a piazza Navona e li penso alla “ guerra” tra il Bernini e il Borromini, con quest’ultimo che ricordo incendia i sui ultimi progetti e si trafigge il cuore. Che coraggio. Che folle coraggio. Non so se ho mangiato, ma la giornata mi alleggerisce della mia pressione senza togliermi però la mia tristezza, ma, forse grazie a Dio, ci aggiunge un po’ di ironia.

Così con questa ironia penso a quando tornare a Villa Pirandello, non ho orario ne cose da fare, cosi mi do un obiettivo. Stasera chiederò una stanza più grande. Voglio fare un bagno. Si, voglio fare un bagno come se lei, la mia lei fosse li con me, come era fino a qualche giorno fa. Torno a via Antonio Bosio, entro a Villa Pirandello, si presenta Danilo, ha la faccia da attore del centro America, è scaltro, è sveglio. Non è uno a cui puoi dire mezze cose, cosi gli dico la verità:

“mi hanno cacciato di casa…”

“qui starai bene” mi risponde con gentilezza

“grazie. Ieri sono stato in una stanza piccola il che mi sta bene, ma oggi vorrei una camera con la vasca da bagno. Ho bisogno di immergermi…”

Danilo capisce: “Ti do la 2 per stasera è la piu’ grande che abbiamo”  e mi da le chiavi. In fondo in poche ore una forma d’amore in Villa Pirandello l’ho trovata.

Entro nella mia camera di oggi. E’ grande, confortevole, vado subito a controllare il bagno. La vasca c’è, apro l’acqua ancora prima di spogliarmi. La camera ha un letto grande, un divano, una scrivania, un armadio e due belle finestre che danno luce alla stanza. Mi immagino di essere con la mia lei, dopo la camminata insieme, un bagno caldo e poi sdraiati in quel grande letto, sotto il piumone a fare l’amore.

Ma lei, la mia lei non c’è.