ponte nomentano
RACCONTANDO ROMA: A SPASSO PER LA NOMENTANA

Quella mattina il promemoria sull’agenda recitava: “A spasso per la Nomentana, ed io i promemoria sono solita rispettarli!

Così uscii di casa e presa la metro sino a Piazza Bologna, mi affrettai a cercare l’autobus che mi avrebbe lasciato a Piazza Sempione. Avevo in programma di passeggiare in tranquillità sino all’altro capo della strada per scoprire angoli nuovi di quella zona di Roma che continuava ad incuriosirmi.

Era la prima volta che  mi affacciavo nel quartiere Monte Sacro e camminavo senza sapere bene quale direzione prendere; mi piaceva osservare tutto ciò che si muoveva attorno a me, mi piaceva ascoltare quà e là frammenti di discorsi della gente che mi passava accanto, scrutare con curiosità le macchine in corsa. Mi stavo perdendo nei miei pensieri e mi stavo altresì perdendo in quel gomitolo di strade. Giunta in Piazza Sempione, concepita e costruita in stile medioevale, notai la Chiesa dei Santi Angeli Custodi. Scoprii allora che la Chiesa era stata realizzata tra il 1924 e il 1925 e presentava forme monumentali classicheggianti con la cupola e ricche decorazioni all’interno.

Quella prima tappa nel quartiere Monte Sacro mi aveva entusiasmato. Faceva molto caldo quella mattina, così mi misi alla ricerca di un bar e…“eccone uno in lontananza, fantastico!” Ordinai una granita al caffè, scambiai un paio di battute con la gentile cameriera e ripresi il mio cammino lungo la Nomentana. Passeggiavo senza fretta per godere al meglio di tutte le bellezze che il percorso offriva.

Ben presto mi ritrovai all’altezza della Basilica di Sant’Agnese fuori le mura e del Mausoleo di Santa Costanza: decisi di darci un’occhiata. Non trascurai neppure la visita guidata presso le Catacombe di Sant’Agnese. Ero davvero soddisfatta, avevo scoperto un nuovo posto, un ritrovo spirituale con una interessante storia alle spalle che studiai attentamente.

basilica sant'agnese

Il mio “viaggio” non era finito. Euforica e motivata procedetti in direzione di Villa Torlonia e Villa Paganini: oasi di pace ideali per la lettura o per organizzare tranquilli pic nic! Naturalmente passeggiai a lungo per i sentieri alberati di entrambe, scattando qua e là delle foto. Una volta incrociato corso Trieste scoprii con eccitazione il quartiere Coppedè: davanti a me una realtà nuova, un universo alternativo! Mi aggiravo con occhi increduli per le strade così diverse, un’architettura strana quasi fiabesca, rinascimentale. Avevo camminato per svariati chilometri, ero un pò stanca ma così appagata e felice poiché avevo esplorato un angolo della capitale unico e inimitabile.