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Storie: quel maledetto giorno di dicembre tra Modigliani e un drink di troppo…

Oramai era il ventotto dicembre, Natale era già passato e non ero riuscito a smettere di bere. Anzi, se possibile ero più ubriaco di prima.

Una serata calda e appiccicosa faceva a pugni con gli addobbi natalizi della città eterna. Il caldo mi stava facendo sudare ma non avevo la forza di sbottonare il cappotto.

Barcollando arrivai sulla Nomentana, la fronte e la testa bagnata come se fossi stato sotto la pioggia.

Cercavo la traversa giusta, quella che mi avrebbe portato all’albergo, Villa… Villa Dante, Villa Manzoni, Villa non so che…. Gettai uno sguardo all’orologio per tentare di capirci qualcosa. Erano le nove e venti. Camminavo a caso, cercando un orientamento che avevo lasciato nell’ultimo bar in cui ero stato. Senza sapere bene come, un insegna balzò davanti ai miei occhi: “Villa Pirandello”.

Ecco come cazzo si chiamava! Feci la salita con notevole difficoltà. L’idea di una doccia calda e di un letto dove deporre le mie ossa indolenzite, mi diedero la forza. All’ altezza del parcheggio vidi un’ ombra furtiva, nera e silenziosa, che armeggiava con la serratura di un auto, cazzo la MIA auto!

«Cazzo fai stronzo!»
«Prego…?»
«Hai sentito bene stronzo. Che cazzo ci fai li.»

Quel bastardo aguzzava gli occhi senza paura, quasi non c’entrasse nulla con quello che stava facendo,

«Professor Brevi?! Sono Nicola. Sto andando a casa.»
«Come ti chiami non me ne frega un cazzo! Che stai facendo con la mia macchina?»
«Professor Brevi, questa è la mia macchina e, come le ho detto, sto andando a casa. Ho finito il mio turno. Può trovare la chiave…»
«Quella macchina sarebbe stata la tua se non fossi arrivato in tempo. Smamma prima che ti spacchi la faccia!»

Quel lurido stronzo se la stava facendo sotto, aveva la faccia di uno che se la fa sotto…

«Professor Brevi, stia calmo che le spiego meglio. Sono Nicola, il ragazzo della reception, ricorda?»
«Si…si, Nicola. Facciamo così, stai fermo e buono mentre io chiamo la polizia.»
«Ma cose da p… Professor Brevi, mi guardi bene in faccia, sono Nicola, ricorda? Ieri abbiamo chiacchierato tutto il pomeriggio di Modigliani e del suo saggio sugli artisti maledetti di Montmartre. Oggi, verso le tre ha spostato la sua macchina, deve essere parcheggiata qui fuori.»

Mi arrivò una mazzata fra capo e collo. Nicola, questo nome riaffiorava dalla nebbia che stava offuscando il mio cervello. Ero stanco, dovevo andare a dormire:

«Dove sono le chiavi Nicola? Sono stanco…»

 

Opera di Modigliani “Portrait of Chaim Soutine”