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Il blog di Villa Pirandello
Storie: sogno di Natale – Luigi Pirandello

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi. Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo: – Buon Natale – e sparivo… Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora […]

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Storie: un cuore sopra il “Cupolone”

Si tramanda che al di sopra del “Cupolone” vi sia un’altra identica città di Roma. E’ una città concentrata, grande complessivamente come tutta piazza S. Pietro e parte del Rione Borgo. Si tratta di una città dove vibrano dolcissime virtù, qualità morali e pezzetti di amore che macchiano ogni cuore indelebilmente. A ogni colonna della piazza corrisponde un abitante della minuscola città gemella. Gli abitanti sono 284 e ognuno ha uno spirito fiero e si sente uguale davanti agli altri; chiunque riesca a conoscere un abitante della piccola città dovrà per forza condividere con esso un grande segreto e una macchia bianca sul cuore. I concittadini sono solidali e generosi tra loro, forse nessuno di loro esisterebbe senza gli altri eppure mantengono ostinatamente una certa distanza affettiva che garantisce la vita della città stessa. Ogni volta che due cittadini si abbracciano la città si rimpicciolisce un po’, in un moto di contrazione. Il rischio è che questo grande cuore cominci a pulsare…   foto di Marco Marescotti  

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Aperitivo Letterario: Natale in Fabrica ovvero Natale e suo cugino mortale

Manchiamo da un pò, ma finalmente siamo tornati! I nostri amici di Fabrica ci delizieranno con la loro bravura. Letture scelte, brani inediti e tanta musica per augurarvi Bune Feste. Non mancherà il nostro AperitivoCena e la selezione di vini di Villa Pirandello. Il costo d’ingresso è di 15€. Per maggiori informazioni e per prenotare chiamateci allo 064403880 o scrivete a eventi@villapirandello.it

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Viaggiando: Berlino

Ci sono città belle, città ordinate, città che ti fanno innamorare, città nelle quali vivresti per sempre. E poi c’è Berlino. Appena rientrata da 4, intensissimi, giorni nella capitale tedesca, non riesco ancora a metabolizzare la valanga di sentimenti opposti e confusi che mi ha suscitato. Al di là delle eccezionali opere architettoniche contemponranee ( in particolare il Reichstag e Postdamer Platz), oltre la prelibatezza del currywurst e di tutto il “tipico” che ormai si conosce, Berlino rimane magnetica ed incomprensibile. C’è qualcosa, o meglio un insieme di cose, che la rendono sfuggete e suggestiva; non categorizzabile. La prima cosa che stupisce è il silenzio; in giganti piazze in cui fiumane di persone si riversano, tra mercatini di natale e vino caldo al rum (glühwein) per resistere al freddo, non si sente mai una voce fuori posto, un accenno di confusione. Tutto rimane ovattato, come se quel cielo bianco attenuasse ogni voce. C’è traffico, o meglio, ci sono macchine in giro, molte. Ma i clacson non suonano e anche le vetture sembrano essere meno fastidosiose. Il Tram che corre sulle rotarie non è stridulo, scivola veloce senza farsi troppo notare. Eppura di movimento ce n’è tanto. I Berlinesi sembrano in […]

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Raccontando Roma: Da Said, l’Antica Fabbrica del Cioccolato!

Ci sono giornate piovose e stanche. Ce ne sono altre semplicemnte rilassanti da voler passare in dolce compagnia, e ci sono fredde serate prenatalizie in cui tutto ciò che desideriamo è passare qualche ora in posto caldo e nell’atmosfera giusta. Per momenti come questo vi consigliamo senza indugio l’ “Antica Fabbrica del Cioccolato – Said“ Dopo un’ intensa giornata di lavoro, tra progetti e allestimenti natalizi io (Jlenia) e Celeste ci siamo volute concedere una pausa diversa: indecise tra un minu-tour in centro  e qualche aperitivo romano, alla fine la curiosità ci ha portate da Said.   Su via Tiburtina al civico 135 nel quartire studentesco e alternativo di San Lorenzo, questa perla proveniente dalla Londra del 1923, ci ha trasportate in un mondo caldo e piacevole. I nostri sguardi, non appena entrate, sono stati rapiti dalla magnificenza delle leccornie sparse in ogni angolo del locale. Un’ infinita quantità di cioccolata in tutte le forme e dimensioni ci ha fatto tornare bambine per qualche istante. Seguendo i profumi del cioccolato ci siamo ritrovate nella parte del locale dove è possibile sedersi e passare il tempo a gustare una delle tantissime combinazioni proposte: degustazioni di biscotti, cioccolatini, dolci al cacao e […]

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Storie: quel maledetto giorno di dicembre tra Modigliani e un drink di troppo…

Oramai era il ventotto dicembre, Natale era già passato e non ero riuscito a smettere di bere. Anzi, se possibile ero più ubriaco di prima. Una serata calda e appiccicosa faceva a pugni con gli addobbi natalizi della città eterna. Il caldo mi stava facendo sudare ma non avevo la forza di sbottonare il cappotto. Barcollando arrivai sulla Nomentana, la fronte e la testa bagnata come se fossi stato sotto la pioggia. Cercavo la traversa giusta, quella che mi avrebbe portato all’albergo, Villa… Villa Dante, Villa Manzoni, Villa non so che…. Gettai uno sguardo all’orologio per tentare di capirci qualcosa. Erano le nove e venti. Camminavo a caso, cercando un orientamento che avevo lasciato nell’ultimo bar in cui ero stato. Senza sapere bene come, un insegna balzò davanti ai miei occhi: “Villa Pirandello”. Ecco come cazzo si chiamava! Feci la salita con notevole difficoltà. L’idea di una doccia calda e di un letto dove deporre le mie ossa indolenzite, mi diedero la forza. All’ altezza del parcheggio vidi un’ ombra furtiva, nera e silenziosa, che armeggiava con la serratura di un auto, cazzo la MIA auto! «Cazzo fai stronzo!» «Prego…?» «Hai sentito bene stronzo. Che cazzo ci fai li.» Quel […]

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Storie: vita di un nomade a Villa Pirandello – Camera 2

La giornata trascorre tra le vie di Roma. Ho camminato molto. Sono romano e vivo a Roma da sempre e non credo di aver mai respirato Roma come oggi. Non ho parlato con nessuno. Sono uscito da Villa Pirandello e sono arrivato a Largo Argentina, volevo cercare qualche cosa di Luigi Pirandello che non avevo incrociato nella veranda della mia nuova “casa” – so che sarò li per un po’- poi esco e vado a Campo Dei Fiori, mi soffermo sotto la statua tetra di Giordano Bruno e ai sui piedi ci sono ragazzi che bevono birra come se la base di quella scultura fosse un muretto di quartiere. Non dico niente e continuo nella mia passeggiata , torno indietro fino a piazza Navona e li penso alla “ guerra” tra il Bernini e il Borromini, con quest’ultimo che ricordo incendia i sui ultimi progetti e si trafigge il cuore. Che coraggio. Che folle coraggio. Non so se ho mangiato, ma la giornata mi alleggerisce della mia pressione senza togliermi però la mia tristezza, ma, forse grazie a Dio, ci aggiunge un po’ di ironia. Così con questa ironia penso a quando tornare a Villa Pirandello, non ho orario ne […]

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Storie: vita di un nomade a Villa Pirandello – Camera 24

La prima stanza e’ la numero 24: Io sono nato il 24 e tra qualche giorno sarà proprio il mio compleanno. Dopo aver ricevuto le chiavi da Jlenia, vado al secondo piano di Villa Pirandello. Entro nella stanza e vengo  sorpreso da un importante senso di sobrietà; le pareti sono bianche e anche gli armadi lo sono, come pure i comodini alla destra e alla sinistra del letto, che invece ha con copriletto di color lilla che da un tocco quasi estivo alla stanza. Estivo per me perché mi ricorda la stanza di un hotel a Ponza di quando, da bambino, andavo con i miei genitori e icolori che dominavano quell’hotel erano il bianco e il lilla della buganville del giardino. Non so che ora sia, ma di sicuro non è un orario per mettersi a letto. Mi metto a letto. La testa viaggia anche se in realtà è ferma ai soliti rimorsi, alle autoaccuse ai: “se non”, “ma se io”…sono la tristezza e la disperazione che muovono la mia testa tenendola però sempre ferma. Reagisco, mi alzo, faccio abbastanza schifo, o forse no, torno da Jlenia per chiederle un caffè. Nell’attesa mi siedo  nella veranda di Villa Pirandello. Tutto […]

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14 stanze in cerca d’Autore – Intervista al nostro Nicola Finamore

14 camere, 14 novelle e ora 14 quadri. Un progetto creativo stimolante ed impegnativo sul quale  Nicola sta lavorando gia’ da diverso tempo. Due volte a settimana lo studio al primo piano di Villa Pirandello si trasforma in un atelier, un laboratorio creativo in cui il pittore studia e crea i quadri destinati alle camere. Una alla volta, con tempistiche morbide assisteremo alla nascita di una nuova opera d’arte, ognuna interpretazione di una novella dell’Autore siciliano. Prima domanda dovuta: oltre ad un fattore puramente estetico, a cosa punta il progetto? Si, il progetto punta indiscutibilmente a comunicare un piacere estetico: la bellezza delle opere andrà sicuramente a valorizzare gli ambienti di un Hotel così ricercato, come appunto è Villa Pirandello. Ma credo che questa bellezza, se ben veicolata e arricchita da una ricerca profonda, da riferimenti culturali, così come da una chiave di lettura personale – un pò visionaria ed ed eccentrica- possa davvero esaltare l’identità di Villa Pirandello come uno “Story Hotel”: un luogo d’incontro, un crocevia di storie cha abbia qualcosa da mostrare e raccontare. Il progetto, infatti, mira proprio a veicolare la grandezza del “nostro” Autore siciliano all’interno di opere che, apparentemente mute, si fanno “cantastorie per […]

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Storie: manuale dell’ Albergatore perfetto

L’albergatore perfetto, inteso come colui che ospita per lavoro e un po’ anche per diletto, è un ladro per definizione. Non fraintendetemi, un ladro che ruba storie, frammenti di vita, per dare corpo al soggiorno perfetto. A chi ruba le sue storie? Alle innumerevoli persone che passano per le sue stanze, che si rilassano nelle sue comode poltrone, che cercano una “casa” dopo un giorno in giro per la città in cerca della sua anima. Nel contempo, l’albergatore perfetto è anche uno psicologo, attento alle domande da fare, sempre poche e mirate, predisposto ad ascoltare e farsi carico dell’universo che c’è dentro le esigenze di ognuno di noi. Ironizzando sull’albergatore perfetto, questi è l’albergatore che pensa al passato, osserva il presente ed è proiettato al futuro. “Perfetto”, come il tempo verbale, esprime azione svoltesi nel passato, le cui conseguenze durano nel presente, senza questo connubio non potrebbe affacciarsi alle innovazioni che sta progettando. L’albergatore perfetto non è amico del tempo, il tempo gli va stretto, vorrebbe manipolarlo, portare gli ospiti con se a casa per coccolarli fino alla fine, per dargli l’ultima carezza prima che l’abbraccio del sonno li porti su altri mondi… Spesso l’albergatore perfetto non è compreso dai […]

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